Come si fanno le interviste per un documentario

Come si fanno le interviste per un documentario

Il cuore di un documentario dal punto di vista autoriale è l’intervista. Sic et simpliciter come dicevano i latini; facile a dirsi, diciamo noi. Realizzare UNA STORIA SEMPLICE è stato per me un momento di enorme crescita professionale. Mettere insieme un lavoro di 52 minuti, con oltre 20 interviste, mi ha fatto entrare subito in un mondo che conoscevo solo sulla carta: creare coerenza narrativa tra una domanda e l’altra, tra un intervistato e un altro. Raccordare i vari elementi della storia, attraverso voci diverse, è stata, forse, la sfida più grande.

A mio avviso non esiste l’intervista perfetta, semplicemente perché ogni intervista vive di vita propria. E va collocata nel contesto adeguato, all’interno della cornice del progetto che si sta portando avanti, tenendo sempre presente anche gli aspetti tecnici, a volte trascurati da chi “fa le domande”.

Con questo post mi piacerebbe dirvi come ho fatto io, per punti. Per condividere e, perché no, per accogliere suggerimenti, se ce ne sono. Perché in questo lavoro non ci si deve mai fermare, bisogna studiare sempre. Perché è necessario uscire dalla zona comoda delle proprie certezze e sperimentare, quanto più possibile.

Quindi, fin da ora, grazie per chi vorrà mettersi lì a scrivere e suggerire. Ecco la mia personalissima lista.

Le interviste vanno preparate. Archivio, ritagli, video, social: leggere tutto, ascoltare ogni cosa. E aggiungere, se necessario, tutto ciò che può servire per arrivare pronti quando si schiaccia REC. Quello che non ti dicono i ritagli, ovviamente, è il carattere delle persone. Quello va gestito con empatia, cercando di accelerare o rallentare il ritmo a seconda del momento. Con UNA STORIA SEMPLICE, ad esempio, ho deciso di non chiedere nulla sulla malattia di Anna Rita. Non in modo esplicito. Se l’intervistato voleva parlarne, bene. Ma appena vedevo commozione, ho spento tutto. Non è con il pietismo che si emoziona. Le lacrime non sono necessarie e sono un fatto privato.

Trovare un tema per ogni intervista. Con gli atleti ho parlato delle gare, con gli esperti ho parlato della disciplina, con gli amici del carattere di Anna Rita Sidoti. E ancora: con la famiglia ho cercato di esplorare i mondi privati. Ho sempre cercato di non mischiare le cose, anche se — a volte — veniva naturale farlo. Mi sono preparato una scaletta di domande (una decina) sul tema scelto, tenendone sempre 2–3 “di riserva”. Poi, però, c’era la conversazione che anticipava o bruciava una domanda in scaletta: poco male. In quel caso, è si entra in una specie di tango e il compito dell’autore è non pestare i piedi al tuo compagno, lasciandolo in qualche modo “guidare”

Pensare al montaggio. Diverse volte, mentre facevo le interviste, mi sono trovato a pensare: «questa cosa potrà essere utile al regista?». È fondamentale provare a immaginare come potrà essere quell’intervista in video. Che tagli si possono fare, cosa tenere, cosa buttare via. Molto spesso hai una sola possibilità, una sola finestra: pensare a chi deve montare, mentre fai un’intervista non è facile, ma può fare la differenza.

Follow-up. Fare sempre la domanda in più. Se l’intervistato ti apre la porta ad un argomento che, magari, non si è preso in considerazione in fase di preparazione, non avere paura di approfondire. Se è lì, davanti a te, con le telecamere puntate, le luci e i microfoni è già predisposto a rispondere. A te non costa niente e da una risposta imprevista, può venire fuori la frase che collega tutto.

Sbobinare tutto, prima possibile. Appena a casa, isolare l’audio e trascrivere l’intervista. Se si ha un lavoro lungo da fare, con molte voci, sarà fondamentale avere tutto su carta. Agevola chi deve montare, ovviamente. Ma agevola anche l’autore perché tra un’intervista e un’altra ha tutto salvato su file e può andarsi a rileggere tutto, per trovare anche nuovi spunti.

[***BONUS***: il regista vi sarà grato per sempre per questa cosa]


Questo post è stato pubblicato sul blog di .puntozero (qui c’è il link originale)

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